LA NASCITA

Sempre e ovunque la barca è intesa più come compagna che come un semplice strumento dell'uomo-marinaio; da sempre considerata provvista d'anima e di propria personalità, quasi come se possedesse una propria vita, che interagisce con quella dell'uomo-marinaio. Gli occhi dipinti sulle prore degli scafi dei pescatori sono di antichissima consuetudine; in prossimità della prora si dipinge ancora oggi l' "Oculus", l'occhio sacro che dovrà indicare la rotta priva di insidie. Lo troviamo sulla prua delle barche più vecchie dei pescatori italiani e, comunque, su quelle di mezzo mondo.
La barca è un abitante del mondo acqueo, quindi un essere vivente e gli occhi le servono per scegliere la giusta rotta.
Proprio con le stesse principali manifestazioni che contraddistinguono l'inizio di una vita, cioè il concepimento e il parto, l'uomo-marinaio considera l'operazione di sagomatura della chiglia come il momento preciso del concepimento della barca, tradizionalmente il giorno dedicato a questa operazione è il mercoledì, giorno dedicato a Mercurio, dio protettore dei commerci e di tutto ciò che li rende possibili. In fondo concepireste il sottile guscio che vi separa dal nero abisso nel giorno consacrato al nostro “lunatico” satellite o al “vivace” Marte dio della guerra?
LE POLENE
Ormai divenute rare a vedersi, come del resto sono purtroppo rari quei bei legni che le tengono in bella mostra sotto il tagliamare, sono il retaggio di antichissimi riti propiziatori; le prime vere e proprie polene sono apparse, secondo gli studiosi, verso il XV secolo, dirette discendenti delle sculture lignee che erano poste alle prore dei "Drakkar" vichinghi, anche se, andando più indietro nel tempo, troviamo il vello del capro espiatorio issato sulla prora delle navi greche, dopo che il sangue (a volte anche umano!) veniva asperso sulla prora, per placare l'umore del dio in collera (da qui le "rosse guance delle navi" descritte da Omero). Dopo il sacrificio votivo, infatti, era consuetudine affiggere le vittime sulla prora o a riva sull'albero maestro, ritualità che sopravvive ancora oggi, in quanto è possibile vedere sulle barche dei pescatori dei nostri mari le corna delle capre o il vello di pecore; oggi sono esternazioni scaramantiche, un tempo erano ritualità di determinate culture arcaiche. Oggi l'uso di collocare la polena, se pur in forma molto ridimensionata, è conservato da alcune Marine militari, come la nostra, ad esempio, che orna la prua delle proprie unità con una stella a cinque punte, simbolo dell'Italia.
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