IN NAVIGAZIONE

DA NON FARE
Usanze che i marinai cercano assolutamente di evitare a bordo: indossare abiti di un altro marinaio, soprattutto se morto nel corso dello stesso viaggio; evitare di fare cadere fuori bordo un bugliolo o una scopa; imbarcare un ombrello, bagagli di colore nero, e fiori; poggiare una bandiera sui pioli di una scala o ricucirla sul cassero di poppa (attualmente i marinai italiani nel ripiegare la bandiera lasciano il colore verde fuori in segno di speranza); lasciare le scarpe con la suola verso l’alto (presagio di nave capovolta); accendere una sigaretta da una candela (significava condannare un marinaio a morte); evitare il suono prodotto dallo sfregamento del bordo di un bicchiere o di una tazza; il rintocco della campana di bordo se non mossa dal rollio; pronunciare le parole: verde, maiale, uovo, tredici, coniglio; parlare di una nave affondata o di qualcuno morto annegato; capi di abbigliamento nuovi.
Infine non possono essere imbarcate spoglie di persone morte. Anche se a poche miglia dal porto, i cadaveri devono essere sempre tassativamente offerti al mare.
I marinai non possono neanche tagliarsi i capelli o le unghie in navigazione. Un’accorciatina è concessa in caso di offerta votiva verso il mare in tempesta ed era possibile dedicarsi a un po’ di manicure soltanto nelle notti di luna piena.
Fin dall’antichità era ritenuto che fischiare a bordo potesse far nascere tempeste e attirare il diavolo. Se un marinaio si metteva a fischiare, questo significava che voleva misurarsi con il vento, sfidandolo a duello.
Quella secondo cui è di cattivo auspicio parlare di conigli a bordo è una credenza che riguarda più che altro le barche francesi. Quando le navi partivano per lunghe traversate imbarcavano una grande quantità di viveri, tra cui anche animali vivi (volatili, maiali e i famosi conigli). Il problema con i conigli è che, essendo roditori, avevano il bellissimo vizio di sgranocchiare le loro gabbie di vimini, per poi passare allo scafo e alla canapa del cordame.

DA FARE
E’ invece di buon augurio per un marinaio avere un tatuaggio; lanciare un paio di scarpe fuori bordo immediatamente dopo il varo di una nave, indossare un orecchino d’oro (usanza antica che serviva a coprire le spese di sepoltura qualora il marinaio fosse deceduto); toccare il solino o la schiena di un marinaio